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Compito dello scenografo è di ispirarsi al testo su cui lo spettacolo si fonda e alle trame che esso cela, per disegnare bozzetti scenici teatrali ricorrendo alle opportune soluzioni pittoriche, architettoniche e prospettiche.
La mente di uno scenografo è per sua natura ampia, ricca e flessibile, capace d’immagazzinare e catalogare meglio di un grande database: molto spesso, basta una parola, un riferimento culturale o un’impressione, per farne uscire un’immagine.
È questa la sintesi del lavoro di Alessandro Chiti che ha al suo attivo una carriera di tutto rispetto come scenografo per spettacoli di prosa, operette e musical.
Chiti è fondamentalmente un autodidatta, la cui carriera ha avuto una svolta importante nel 1993 quando ha incontrato Lucio Ardenzi, uno dei maggiori impresari teatrali italiani scomparso nel 2002. Non si contano le commedie con scenografie che recano la sua firma, al pari dei musical quali ‘Il pianeta proibito’ con musiche di Bob Carlton e regia di P. Rossi Gastaldi che gli è valso il premio ‘Bob Fosse’ come miglior scenografia nel 1995, ‘Beatrice e Isidoro’ (2000, regia di F. Miseria e M. Colombi) e ‘Serial killer per signora’ (2001, regia di Gianluca Guidi).
L’amore per il teatro era segnato nel destino di Chiti che, sin da bambino, esprimeva il desiderio di diventare scenografo parlando con la madre.
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